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Un raro opuscolo massonico cagliaritano dedicato a Garibaldi (1907)


Un raro opuscolo massonico cagliaritano per il Centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (1907)


Nel cuore della nostra libreria arrivano, a volte, oggetti che sembrano parlare da soli: piccoli reperti di carta che custodiscono storie dimenticate, frammenti di vita civile e culturale della Cagliari di inizio Novecento.

L’opuscolo di cui parlo oggi è uno di questi.


Si tratta di una pubblicazione stampata a Cagliari nel 1907, per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Ma non si tratta di un semplice omaggio: il libretto venne realizzato in occasione della consegna del busto dell’Eroe dei Due Mondi, votato dalla Sovr.: Cap.: Rosa + “Ichnusa”, alla Rispettabile Loggia Sigismondo Arquer, all’Oriente di Cagliari.


Un documento, dunque, legato alla massoneria sarda e in particolare alla sua attività culturale negli anni in cui l’isola viveva un fermento civile nuovo, segnato dal mito garibaldino e dal desiderio di modernizzazione.



Un oggetto scarno, essenziale, ma intenso



L’esemplare che mostro nel blog è semplice nell’aspetto: carta modesta, tinta rossa e blu a comporre il titolo, una fascia tricolore diagonale e, al centro, squadra e compasso.

Ma questo minimalismo tipografico non deve ingannare: gli interni custodiscono un vero discorso ufficiale della Loggia, rivolto ai “Cariss.: FFr.:” e colmo della retorica patriottica e spirituale tipica della cultura massonica del tempo.


È una testimonianza diretta del modo in cui la Sardegna partecipò al culto laico di Garibaldi, trasformato dalla massoneria in un simbolo etico prima ancora che patriottico.



Cagliari, 1907: tra Garibaldi e la tradizione dell’Isola



La scelta della Loggia Sigismondo Arquer non è casuale. Arquer, martire sardo del XVI secolo, divenne nell’Ottocento una figura riscoperta e adottata dalla massoneria locale: un intellettuale perseguitato dall’Inquisizione, trasformato in simbolo della libertà di pensiero.


In questo opuscolo, Garibaldi e Arquer dialogano simbolicamente: il patriota nazionale e il martire sardo, entrambi riletti attraverso la lente progressista della massoneria.

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